Too good to go

Too Good To Go, l’app contro lo spreco alimentare arriva anche in Italia e a Firenze.

L’app consente ai ristoratori di mettere in vendita a prezzi ridotti (1/3 del loro valore) il cibo invenduto a fine giornata: ogni “Magic Box” acquistata permette di evitare l’emissione di 2 kg di Co2.

Ma perché “Magic Box” ? il nome è stato scelto perché chiaramente non si può decidere cosa si vuole, trattandosi per l’appunto di avanzi della giornata, quindi la spesa è un po’ a sorpresa.

Nato in Danimarca nel 2015, Too Good To Go è presente in altri 10 Paesi d’Europa e permette a bar, ristoranti, forni, pasticcerie, supermercati ed hotel di recuperare e mettere in vendita tramite app – a prezzi ribassati – le “Magic Box”, con il cibo invenduto “troppo buono per essere buttato”. (fonte : Firenze today)

A Firenze sono già molti locali ad avere aderito alla iniziativa ed io, come al solito, essendo amante delle novità, non ho potuto non provarla subito.

Il primo giorno ho provato con una box da € 2,99 a Dolce Amaro in Borgo La Croce. In questa box ho ricevuto un panino tondo piccolo con la melanzana, 2 cornetti salati con i semini ripieni con prosciutto e 2 paste da colazione. Speravo forse in qualcosina di più ma sono rimasta comunque soddisfatta.

Il secondo giorno in collaborazione con una mia amica abbiamo imbastito un picnic a base di Magic Box io sono andata a prendere una Magic Box da € 2,99 al Pugi di Viale De Amicis mentre lei ne ha presa una da € 3,99 a Excalibur.

Quella del Pugi è stata una vera sorpresa perché è risultata davvero abbondante e variegata.

Quella presa dalla mia amica, invece, è risultata sicuramente abbondante ma meno variegata ( una dozzina di ciambelle giganti come quella in foto).

Questa iniziativa mi sembra veramente carina perché unisce diverse cose:

  • l’attenzione allo spreco;
  • il risparmio;
  • la scoperta di nuovi locali

Ma come funziona? Tramite l’app i consumatori possono acquistare Magic Box che vanno dai € 2 ai € 5: basta geolocalizzarsi e cercare i locali aderenti, ordinare la propria Magic Box, pagarla direttamente in app e andarla a ritirare nella fascia oraria specificata per scoprire cosa c’è dentro.
L’app di Too Good To Go è disponibile su App Store e Google Play.

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Palazzo Pepi

Qualche settimana fa durante una delle tante domeniche piovose a Firenze come in tutta Italia c’era la giornata ADSI “giardini e cortili aperti”.

Nonostante il tempo inclemente, sono riuscita a visitare ben tre luoghi. Qui vi voglio parlare di Palazzo Pepi in cui era possibile visitare oltre alla corte (dove si svolgeva uno spettacolo di musica e danza) il palazzo stesso.

Il palazzo risale agli inizi del Quattrocento. Tra il 1441 e il 1553 grazie all’acquisto di alcune case confinanti, venne allargato. Passò nei secoli a vari esponenti di famiglie nobiliari, come i Serragli, gli Strozzi e i Pucci, fino a pervenire nel 1653 alla famiglia Pepi.

L’origine della famiglia Pepi risale al secolo XI ed è principalmente legata al commercio di spezie. Si ritiene che la casata fosse originaria dell’ isola di Cipro e che il cognome venga appunto, dal monopolio della vendita del pepe a Firenze.

Con l’avvento della famiglia dei Medici la famiglia dei Pepi prese nuovi incarichi nella vita di Firenze anche grazie a strategie matrimoniali.

Tra gli esponenti più famosi della famiglia vi è Roberto Pepi, speziale e banchiere che nel 1608 si sposò con Isabella De Medici.

Tra gli esponenti un po’ più contemporanei Pietro Pepi, nato a Firenze il 15 maggio 1898, orfano di padre a soli 6 anni. Nel 1915 partì per la guerra, nel 1918 fu mandato a combattere in Albania dove fu ferito e rimandato quindi in Italia, nell’ ospedale di Lecce, per guarire. Si sposò con Lina Nocentini nel 1927 e andò con lei a vivere a Nizza fino allo scoppio della seconda guerra mondiale in cui la coppia ha deciso di tornare a Firenze della casa di famiglia Pepi. Qui vissero fino al 1946 anno in cui la coppia si divise.

Palazzo Pepi

Via de Pepi, 7

Museo Horne

Ho colto l’occasione della “notte dei musei” per andare a vedere il Museo Horne, sito nel Palazzo Corsi di Via de Benci, 6.

L’architetto e storico d’arte inglese Herbert Percy Horne, lo acquistó nel 1911 just inserire la sua collezione di dipinti, sculture, disegni ed arredi in una cornice adeguata. Difatti voleva ricreare l’atmosfera e gli ambienti di una dimora rinascimentale.

Come si può vedere girando per le stanze del museo, la collezione riguarda anche l’arredamento : sedie (tra cui alcune molto particolari e uniche), cassapanche e anche un “lettuccio” di legno (antenato del più moderno divano – vedi foto).

Gli oggetti sono stati posizionati nei vari ambienti seguendo un gusto estetico, piuttosto che temporale. Al primo piano c’è una sala e le stanze da letto dei coniugi Corsi, che dormivano separati ma potevano spostarsi per mezzo di un passaggio segreto.

La stanza della moglie risulta più piccola di quella del marito. In questa stanza, tra le varie opere, vi è un Giotto che inizialmente era stato attribuito ad uno dei suoi allievi.
La tavola apparteneva a un polittico, purtroppo smembrato, e fu acquistata a un’asta londinese all’inizio del XX secolo da Horne. Santo Stefano, primo martire cristiano, è qui raffigurato a mezzobusto, con una dalmatica preziosamente ricamata e un ricco messale decorato a foglia d’oro; da notare che al posto del collante rosso in questa opera Giotto ne usa uno verde, che nel tempo ha donato maggiore resistenza alle foglie d’oro.

Sempre nella stessa stanza su trova il dipinto fatto su un’anta di una cassapanca, riproducente Paride. Dipinto interessante per capire i costumi dell’epoca.

Al piano superiore si trovava la cucina, con l’acqua corrente. In questa stanza Horne ha inserito una collezione di oggetti rinascimentali di uso quotidiano per la cucina e per la cura della persona.

Tra questi una forchetta in cui poteva essere inserito un cucchiaio e che conteneva al suo terminale una specie di stuzzicadenti (che serviva per pulirsi i denti, una sorta di spazzolino antico)

Accanto una sala e la stanza dei figli dei Corsi, direttamente collegata alla stanza della balia, ora biblioteca (stanza non visitabile)

Tra i vari oggetti presenti nella sala mi ha colpito un “desco da parto” : tondo dipinto su entrambi i lati che durante il Rinascimento veniva offerto come dono cerimoniale alle donne delle famiglie più abbienti che avevano appena partorito. Veniva usato come vassoio per portare le vivande alla nuova madre, finché si riposava a letto.

Anche il pezzo più importante della collezione di trova in questa stanza. Si tratta di un dipinto di Filippino Lippi, che ha la particolarità di avere una figura rappresentata ricca di particolari, in contraddizione con uno sfondo più accennato.

Museo Horne

Via de’ Benci, 6

Gratuito per residenti e non solo

Giardino di Boboli: I residenti nel Comune di Firenze hanno accesso gratuito, limitatamente al Prato delle Colonne e allo spazio circostante la Vasca dell’Isola, con ingresso da via Romana (Palazzina di Annalena) o da Porta Romana.

Giardino Bardini: L’ingresso è sempre gratuito per i residenti nella Città metropolitana di Firenze e nelle province di Arezzo e Grosseto.

Basilica di Santa Maria Novella: gratis per i residenti nel Comune di Firenze.

Basilica di San Lorenzo: gratis per i residenti nel Comune di Firenze.

Gucci garden: il lunedì è gratis per i residenti nel Comune di Firenze.

Basilica di Santa Croce: gratis per i residenti nella Città metropolitana di Firenze.

Gratis per tutti:
CHIESE:
Cattedrale di Santa Maria del Fiore
Basilica della Santissima Annunziata
Basilica di San Marco
Basilica di San Miniato al Monte (con i canti gregoriani ogni giorno alle 17:30)
Basilica di Santo Spirito
Basilica di Santa Trinita
Chiesa di Sant’Ambrogio
Chiesa dei Santissimi Apostoli
Chiesa di Santa Felicita
Chiesa di Santa Maria Maggiore
Chiesa dei Santi Michele e Gaetano
Chiesa di San Michelino in Visdomini
Chiesa di Orsanmichele
Chiesa di San Salvatore in Ognissanti
CENACOLI e CHIOSTRI:
Cenacolo del Ghirlandaio o di Ognissanti
Cenacolo di Foligno o Fuligno
Cenacolo di Sant’Apollonia
Cenacolo di San Salvi o di Andrea del Sarto
Cenacolo della Calza
Chiostro dello Scalzo
Crocifissione del Perugino
MUSEI:
Museo del Bigallo
Museo di Casa Guidi
Museo di Casa Martelli
Museo Casa Rodolfo Siviero
Museo di Orsanmichele
GIARDINI e PARCHI STORICO-ARTISTICI:
Giardino di Villa di Castello
Giardino delle Rose
Giardino dell’Iris (maggio)
Giardino dell’Orticoltura
Giardino di Villa Rusciano
VILLE:
Villa di Cerreto Guidi
Villa Corsini a Castello
Villa Demidoff – Parco di Pratolino (aperto solo in primavera/estate)
Villa La Petraia
Villa di Poggio a Caiano (Prato).

Altre agevolazioni :

  • I giovani tra i 18 e i 25 anni potranno entrare gratuitamente nei musei civici tutti i lunedì.
  • Iniziativa “domenica al museo” (6/10, 3/11, 1/12 2019) per i musei statali (Uffizi, Accademia, Cappelle medicee, Pitti, Bargello, Cenacolo di Andrea Del Sarto, Palazzo Davanzati, Museo Archeologico, Casa Martelli, Orsanmichele, Giardino della Villa medicea di Castello, Parco di Villa il Ventaglio, Villa Corsini a Castello, Villa Petraia)
  • La prima domenica del mese, “domenica al museo”: al momento pertanto anche i Musei Civici ( Palazzo Vecchio, Torre di Arnolfo, Santa Maria Novella, Museo Novecento, Museo Stefano Bardini, Cappella Brancacci (in Santa Maria del Carmine), Forte di Belvedere, Fondazione Salvatore Romano, Museo del Ciclismo Gino Bartali, Torre di San Niccolò)
    sono gratis per i residenti ogni prima domenica del mese.

Il giardino dell’Iris

Il 25 Aprile è riaperto al pubblico, in forma gratuita, il giardino dell’Iris. Il giardino resterà aperto fino al 20 maggio liberamente, in seguito, invece, sarà possibile entrarci solo previa visita guidata.

L’orario di ingresso è:

  • dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 allle 19.30.
  • Sabato e domenica orario continuato dalle 10.00 alle 19.30.

Il Giardino dell’Iris al piazzale Michelangelo nasce nel 1954 con lo scopo di dare ospitalità ad un Concorso Internazionaleannuale per le migliori varietà di Iris, il ‘Premio Firenze’, su iniziativa delle Signore Flaminia Specht e Nita Stross Radicati, membri della Società Italiana Amici dei Fiori ed appassionate ibridatrici. Il loro particolare interessamento rese possibile allestire la manifestazione nella città di Firenze, ritenuta la sua sede naturale per il legame che essa ha sempre avuto nella storia con questo fiore, tanto che nel suo gonfalone, come emblema, è un’Iris rossa in campo bianco (e non un giglio come erroneamente si crede).

Nel giardino, oltre agli Iris ai trovano diverse varietà di rose e altri fiori. Oltre che un laghetto artificiale creato per alcune particolari varietà di Iris.

Giardino dell’Iris
Piazzale Michelangelo (il numero civico è l’82) sul lato est, ossia quello che guarda Coverciano e Campo di Marte.

MIDA 2019

In pausa tra un padiglione e l’altro, inizio a scrivere le mie impressioni sulla mostra dell’artigianato. Molti gioielli, accessori e vestiti fatti a mano la fanno da padrona nel primo padiglione.

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A seguire un padiglione dedicato al riciclo, più variegato e con molte idee interessanti.

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C’è poi una zona dedicata alla tessitura fatta a mano e alla cura della persona, dove mi hanno fatto provare diversi prodotti.

Allo stand principale molti stand di mobilia artigianale davvero di qualità. Credo che mi sognerò un paio di cosette per molto tempo.

Poi … La magia! GIOVANNI MAFFUCCI e la sua arte che libera nuovi territori.

Regione ospite dell’anno : la Sardegna. Ma anche la Toscana a cui è dedicato un padiglione in cui sono presentate tutte le realtà artigianali di eccellenza (oro,marmo ceramiche, coltelli…).

Immancabile lo stand di Made in Sipario, cooperativa sociale nata per aiutare persone con disabilità mentali

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Nel piano dedicato al mondo i colori la fanno da padrona…

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Al piano superiore stand golosi da tutta Italia.

Ospite di eccellenza di MIDA 2019, ilMilano Design Festival propone ai visitatori una rassegna cinematografica pensata appositamente per la Mostra, con importanti documentari e brevi film dedicati alla figura dell’artigiano e del designer. La rassegna è ospitata nel padiglione Cavaniglia, dove è allestita una sala cinematografica intitolata “Atelier. Tempi e forme dell’artigianato”. Fra i film in visione la trilogia di Jacopo Carapelli dedicata all’artigiano imprenditore Giacomo Moor. In programma anche “Design senza designer” di Chiara Alessi (2016) “Tobia Scarpa”, “Lino Sabattini” e “L’anima segreta delle cose” di Elia Romanelli e Teresa Scalco (2015).


MIDA 2019Fortezza da Basso

Fino al 1 maggio

Come in Olanda

Da sabato 30 marzo presso il parco del Castello dell’aAcciaiolo ha aperto Wander and Pick, un parco totalmente dedicato a tulipani e narcisi. Con un contributi di €3 si possono recidere due fiori e portarli a casa; per ogni ulteriore fiore va aggiunto €1.

Il parco è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00 fino a fine aprile e al suo interno vi si trovano tulipani di diversi colori e varietà.

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Un’ottima idea per passare una giornata diversa, in mezzo alla natura, soprattutto per chi ama fare fotografie piene di colore. Inoltre finito il giro potrete “spaparanzarvi” nel parco dell’acciaiolo con un po’ di musica o un buon libro.


WANDER AND PICK

Via Pantin, 63, 50018 Scandicci FI