Il magico mondo delle forbici

(Terza e ultima puntata sulla Coltelleria Donnini)

Dopo il racconto sulle origini del negozio e sul valore dell’artigianalità del lavoro, abbiamo chiesto a Leonardo se ci poteva mostrare come si fa l’arrotino. Così lui ha preso uno dei lavori che gli era stato commissionato e ci ha fatto vedere tutti i passaggi. L’oggetto in questione era una forbice da infermiere. Le forbici da infermieri si riconoscono in quanto stondate, dato che devono stare nelle tasche della veste, pronte per essere tirate fuori all’occorrenza.

Anzi tutto la forbice deve essere smontata. Questo passaggio è necessario per un lavoro a regola d’arte!

In seguito si deve passare alla spianatura, mediante l’utilizzo di una mola ad acqua, che fa sì che il metallo non si scaldi eccessivamente, onde evitare che si tolga la tempra rendendo di nuovo il metallo dolce.

L’uso della mola aiuta a creare l’incavo nell’interno delle due lame della forbice.

 

Le lame hanno una forma elicoidale, per far sì che ci sia un corretto scorrimento della stessa si devono creare delle “lunette di scarico” (cuscinetti della meccanica della forbice). Dopo questa operazione si fa il “bisello di taglio”.

A questo punto la forbice è ruvida, quindi deve essere lisciata mediante la brunitrice (che smeriglia). E’ importante cercare di far sì che la forbice si consumi in modo equo e congruo.

Fatto questo lavoro si pulisce la svasatura della vite, si ricompatta le due lame, effettuando la ribattitura sulla “morsa a coda”. Quindi si lubrifica con olio e, dopo aver fatto le ultime correzioni, si esegue un test su stoffe varie, si lascia appesa a sgocciolare e infine la si asciuga.

[Credit photo: Valerio Francesco Sabatelli]


COLTELLERIA DONNINI
VIA LANZA, 70 – FIRENZE
055 661438 – info@donninicoltelleria.it
http://www.donninicoltelleria.it/

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TENDER is the night

Mi sono finalmente ripresa dal weekend (si lo so che è mercoledì, ma leggendo il post capirete… ) e quindi finalmente posso soffermarmi a parlarvi del Tender:club

Lo ammetto, non ero mai stata in questo locale, nonostante Alessio, uno dei componenti dei Parking lots, me ne abbia sempre parlato benissimo. 

Mi risultava un po’ ostico per la posizione e gli ho sempre preferito locali più comodi. Ma adesso me ne dispiaccio perché la serata a cui ho partecipato è stata davvero molto bella e non solo perché sul palco c’erano loro a suonare, ma anche per l’atmosfera generale e per il dj set ispirato agli anni 90… Fantastico! 

C’è da dire che anche qui, come al Combo (altro locale dedicato ai concerti di gruppi indie autoctoni e non), la serata inizia tardi: non conviene presentarsi prima almeno delle 23. Però poi si tira lungo e, visto che la musica è buona, la voglia di tornare a casa e andare a dormire passa velocemente. 😂

(Piccola parentesi sui Parking lots, di cui già vi ho parlato la settimana scorsa: vedere Alessio sul palco è stato emozionante e strano, come sempre in questi casi. Non è il primo amico che suona e tutte le volte mi stupisco dell’impatto delle luci e della forza della musica)

[Credit photo: Valerio Francesco Sabatelli

Un’ultima dichiarazione riguardo al Tender:club… Ora che l’ho scoperto non lo perderò di vista e non dovreste farlo nemmeno voi, anche perché ha una programmazione interessante, a partire da questo sabato con Giorgio Canali & Rossofuoco.

TENDER:CLUB – Via L. Alamanni, 4 – Firenze

Parking Wizars at IBS

Oggi sono stata alla presentazione del nuovo album dei Parking Lots, gruppo autoctono ma che canta in lingua inglese. Le influenze musicali del gruppo sono molte, ogni componente ne ha diverse ma, come ci tiene a sottolineare Antonio, non sempre i riferimenti sono condivisi dagli altri. Sicuramente però ci sono stati alcuni ascolti importanti mentre stavano preparando il disco, sia inglesi che americani. Tra questi i Fairport ConventionThe Stone Roses , i Modest Mouse.

I Parking Lots come band nasce nel 2010, ma ha subito una pausa dovuta ad un periodo fuori sede di uno dei loro componenti. Adesso ritornano con questo album, prodotto da una casa discografica indie, la Coypu Records. Alcuni dei pezzi erano già nati prima di questa pausa, ma sono rimasti nell’album nonostante il gruppo sia cambiato nel loro modo di fare musica: prima infatti si facevano influenzare dal trend musicale del momento, ora invece hanno deciso di suonare ciò che gli piace senza seguire le mode. Ed è proprio per questo che i Parking Lots non sono interessati ad affiliarsi ad una scena o fare la svolta all’italiana, pur ascoltando la musica italiana, perché nel loro profondo i riferimenti li hanno trovati altrove.

Da poco meno di un mese è uscito il video del primo singolo dell’album. Vi lascio con questo invitandovi, se volete conoscere la band, a venire

SABATO 11 NOVEMBRE @ TENDER (verso le 23 circa)

La storia della Coltelleria Donnini

L’incontro con Leonardo Donnini, come vi ho già detto, è stato corposo di argomenti, pertanto ho deciso di dividerne il racconto in più post.

Oggi vi parlo di come è nata la coltelleria Donnini.

Dovete sapere che agli inizi dell’Ottocento uno svizzero aprì una coltelleria in Piazza Duomo. Molti apprendisti passavano da lì e qualcuno di loro dopo anni decideva di aprire una propria attività. Tra questi Vittorio Galli che nel 1930 aprì una bottega in Via Gioberti.

Nel 1957, all’età di 17 anni, Mario Donnini viene assunto come “ragazzo di bottega” e poi allievo arrotino da Galli.
Nel 1978 Donnini rileva l’attività di Galli. Tutta la famiglia pian piano viene coinvolta in questa attività, tant’è che nel dicembre del 1991 Leonardo, figlio di Mario, inizia il suo apprendistato come arrotino, mentre sua sorella Silvia già nel 1990 era entrata a far parte dello staff, occupandosi della vendita.

Leonardo, nel frattempo aumenta la sua manualità, competenza e conoscenza delle lame divenendo Mastro Arrotino presso l’AAeC (http://www.aaec.it/).

Nel frattempo la bottega si è spostata dalla storica sede di Via Gioberti alla nuova in Via Giovanni Lanza.

[Credit photo: Valerio Francesco Sabatelli]

(… continua…)


COLTELLERIA DONNINI
VIA LANZA, 70 – FIRENZE
055 661438 – info@donninicoltelleria.it
http://www.donninicoltelleria.it/

“Con un vino davanti siamo tutti uguali”

Qualche giorno fa la mia amica Irene mi ha invitata ad andare a scoprire una nuova enoteca nella zona di Borgo Ognissanti, in cui la direttrice e sommelier è la sua amica Valentina Bruno. L’enoteca in questione si chiama Enoteca Vigna Nuova ed è aperta da poche settimane.

Su facebook si presenta così:

Enoteca Vigna Nuova nasce dalla voglia comune di tre amici di trovarsi intorno alle loro passioni: i grandi vini, il buon cibo e la città di Firenze. L’Enoteca Vigna Nuova, in centro vicino all’omonima via, è un luogo dove divertirsi in amicizia e semplicità!

Ed effettivamente l’accoglienza è calda, i vini non mancano (500 etichette, tutte al bicchiere) e il cibo è ottimo.

Per il vino il consiglio è di lasciarvi guidare da Valentina, che sicuramente vi saprà guidare verso quello più adatto a voi. Noi ne abbiamo assaggiati due, uno bianco e uno rosso, per non far torto a nessuno. Entrambi ottimi. Essendo in sette abbiamo optato per la bottiglia, ma tutti i vini presenti nell’enoteca sono bevibili anche al bicchiere.

Per il cibo abbiamo provato sia classici taglieri che crostoni e piadine. Tutto molto buono.

Infine per chiudere in bellezza un assaggio di torta Pistocchi con aggiunta di sale grosso ed essenza di mandarino. Un trucchetto ottimo per rendere questa torta più “morbida” allo stomaco.

Il locale ha due ingressi, uno da Via Federighi e l’altro da Via del Moro, i due lati si affacciano in due anime diverse di uno stesso rione: da un lato zona hipster, dall’altro chic. Ma l’enoteca mette d’accordo tutti, perché come saggiamente ci ha detto Valentina, “Con un vino davanti siamo tutti uguali”.


ENOTECA VIGNA NUOVA
VIA FEDERIGHI, 3/R – FIRENZE

aperto tutti i giorni, escluso il martedì

Alla scoperta del vero artigianato della coltelleria

Ieri ho avuto il piacere di conoscere meglio uno dei lavori artigianali più antichi del mondo: quello dell’arrotino. Ciò è stato possibile grazie all’invito che mi è stato fatto da Leonardo Donnini, della Coltelleria Donnini.

Leonardo dal 15 ottobre di quest’anno ha ottenuto il certificato di Mastro Arrotino, rilasciato dall’Associazione Arrotini e Coltellerie AAeC e, forte di questo titolo, ha deciso che era il momento di far conoscere meglio al pubblico questo tradizionale lavoro artigianale. Quindi, grazie anche al consiglio della sua compagna, ha pensato di scrivere a vari blogger per chiedere visibilità nei confronti della sua professione.

Io non conoscevo assolutamente nulla del mondo della coltelleria e della professione di arrotino, così come Valerio che mi ha accompagnato per fare qualche scatto. Però entrambi siamo rimasti affascinati dalle dettagliate spiegazioni che ci sono state fornite.

Anzi tutto Leonardo ci ha tenuto a sottolineare il forte valore che ha essere associati all’AAeC: questa associazione infatti ha lo scopo di standardizzare i lavori, valorizzando il vero artigianato e prendendo distanze da chi fa lavori scorretti.
Per entrare nell’associazione è necessario dimostrare di essere un professionista nel settore con partita IVA. Inoltre, è necessario ottenere le certificazioni. Queste si ottengono dopo che, iscritto all’associazione, è stata richiesta la possibilità di essere esaminati dai MASTRI esaminatori, e sono fatte una volta l’anno.

Le classificazioni per merito degli associati sono quattro:

  1. Apprendista: in questa categoria sono inseriti tutti gli associati le cui capacità minime non sono state comprovate da almeno un Mastro arrotino. In pratica, rientrano in questa categoria i giovani nuovi iscritti all’associazione, non ancora valutati.
  2. Arrotino: associato con esperienza pluriennale nell’affilatura, ma che non si è ancora sottoposto o non ha ancora conseguito una certificazione.
  3. Abile Affilatore: arrotino che presentandosi alla certificazione per una o più categorie (Coltelli, Forbici o Estetica), venga riconosciuto dai Mastri valutatori come tale per le comprovate abilità di affilatore.
  4. Mastro Arrotino: arrotino che, in fase di certificazione, venga riconosciuto capace in tutti gli ambiti di affilatura, a parere dei Mastri valutatori.

 

Inoltre l’associazione organizza degli aggiornamenti, dato che anche in questa professione le tecnologie cambiano continuamente, difatti il loro motto è “si impara fino alla bara”.

Forbice che era usurata dal tempo e che è stata riportata a nuovo.

L’obiettivo dell’arrotino 3.0, come si definiscono loro, è non solo saper ripristinare l’oggetto come se fosse nuovo, ma talvolta, addirittura correggerlo per migliorarne le prestazioni, dato che purtroppo i produttori diminuiscono il controllo qualità pur lasciando invariato il prezzo.

[Credit photo: Valerio Francesco Sabatelli]

(…continua…)


COLTELLERIA DONNINI
VIA LANZA, 70 – FIRENZE
055 661438 – info@donninicoltelleria.it
http://www.donninicoltelleria.it/

Alla scoperta della Persia

La prima volta che ho sentito parlare del ristorante Tehran è stato grazie ai commenti su  un evento organizzato da Marco Bechi ad inizio anno a cui hanno partecipato alcuni amici. Dopo quei commenti, con alcune amiche ci eravamo ripromesse di provare noi stesse questo posto, ma poi vuoi per una cosa vuoi per l’altra, abbiamo rimandato per diversi mesi.

Ieri però, finalmente siamo riuscite nell’intento e abbiamo provato il ristorante persiano Tehran, sito in pieno centro storico, a pochi passi dal Duomo e da Palazzo Vecchio.

I richiami mediorientali non mancano, a partire da dei portacandele a forma di melograno, per passare ai cuscini che abbondano nelle sedute e alle numerose foto attaccate alle pareti. L’ambiente è caldo, nonostante lo spiffero della porta a vetri scorrevole.

Per aprire la nostra cena abbiamo deciso per un mix di antipasti: salsa alla melanzana, salsa di verdure, frittata di verdure (kuku sabzi) e gli immancabili involtini di riso in vite. Di tutti gli involtini di vite e la salsa di melanzane sono quelli che mi sono piaciuti di più e che consiglierei!

Poi si passa al piatto unico, che consiste in riso basmati, in parte condito con zafferano, e carne accompagnata da intingoli vari. Io ho scelto il pollo con salsa di melograno (foto in alto). Ottima scelta. Ma ho capito che come sceglievi, cascavi bene, perché tutte le mie amiche mi sono sembrate più che soddisfatte.

Ad accompagnare il tutto un vino Syrah. Nonostante negli ultimi 40 anni per motivi religiosi l’alcol in Iran sia vietato, precedentemente il vino faceva parte integrante di quella cultura e la Persia produceva con orgoglio i suoi vini di Shiraz (Syrah).

Per concludere la cena non poteva mancare un dolce… io che ormai ero entrata nel trip del melograno, ho assaggiato il budino al melograno. Molto delicato e che ripulisce.

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Dopo il caffè ci siamo fatte dare il conto: 27 € a testa. Più che soddisfacente!


Tehran – ristorante Persiano – via dei Cerchi 25/r  Firenze – 055 0945695