Quando Cina e Italia si incontrano

Ieri sera con un gruppo di amici abbiamo finalmente deciso di provare un nuovo ristorante un po’ in stile Street Food che si trova in via Ponte alle Mosse quasi all’altezza della Porta a Prato.

Il posto si chiama Vino e ravioli ed è gestito da un ragazzo italiano e una ragazza cinese.

Non si tratta di un vero e proprio ristorante, difatti non viene dato il menù al tavolo: l’ordinazione viene presa al bancone dove si trova attaccato il breve menù. I piatti proposti sono: ravioli cinesi, arrosticini in stile cinese, piadina cinese, lasagna cinese, tofu e qualche piatto del giorno.

Da bere, invece, una vasta proposta di vini e birre.

Il posto è molto accogliente e caldo… sembra un po’ di mangiare a casa.

Il cibo nonostante i prezzi veramente economici è fatto con grande cura e con prodotti di prima qualità.

Questo posto ci veramente soddisfatto anche nel conto finale: eravamo sei e nonostante non ci siamo fatti mancare ne cibo ne vino, abbiamo speso solo €15 a testa. (9 porzioni di ravioli, 6 porzioni di arrosticini, 2 porzioni di piadina, bicchieri di vino a volontà!)

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VINO E RAVIOLI

VIA PONTE ALLE MOSSE, 7/r

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Il prezzo di ingresso alla Mart

Ieri sera sono stata alla mostra dell’artigianato e non è un caso che ci sia andata dopo le 19:00… infatti in questo modo era possibile entrare gratuitamente.

Oggi nella pagina Facebook di Tommaso Grassi leggo che molti standisti hanno lamentato una scarsità di flusso. Poi un’amica mi dice che forse ci va oggi e se voglio aggregarmi. Ci penso un attimo e vado a vedere quanto costa il biglietto. Scopro con disappunto che intero costerebbe €7 , il ridotto €5.

Ieri io alla fiera ho speso €45, che non sono comunque pochi. Li avrei spesi comunque se avesse dovuto pagare anche il biglietto? Sinceramente forse mi sarei trattenuta un po’ di più. D’altronde anni fa quando ero ancora più precaria di adesso e pagavo l’ingresso dentro la fiera spendevo davvero poco. Al massimo cose da 1 a €2.

Devo dire che è un vero peccato questo calo perché invece i prodotti che ho visto sono per lo più interessanti e originali. Si nota un rinnovamento generale anche nella divisione delle aree. Una grande attenzione alle artigianalità e al riciclo. Per quello che sono riuscita a vedere è una mostra che meriterebbe maggior affluenza di pubblico, ma qui deve essere fatto uno sforzo da parte della gestione… Perché è anche vero che molti degli Artigiani presenti sono comunque conosciuti e girano per i mercati della zona.

Basta solo parlare

“Mi sento di condividere solo una cosa.

Ero a Firenze in questi giorni, per lavoro, per la cronaca della vicenda Astori.
Ieri, dopo le prime manifestazioni dei giorni scorsi, mentre ero in Piazza Santa Croce, un senegalese, giovane e tranquillo, si avvicina e mi chiede se sono italiano. Cerca di spiegarmi che lui, in Senegal, è un laureato in fisica e che qui non trova lavoro, quasi a chiedermi come fare. Rimango spiazzato e senza tante parole. Gli spiego, o cerco di farlo, che c’è un problema, che è difficile anche per me, che comunque ho una laurea in scienze della comunicazione e, forse stupidamente, dicendo che la mia laurea vale meno della sua, che anche io ho difficoltà a trovare la sistemazione lavorativa migliore.
Come molti in Europa o nel mondo.

Non smetto mai, però, di sentirmi in qualche modo più fortunato di lui.
Ma in maniera sbagliata, come se non essere immigrato, di colore o straniero, mi avvantaggiasse già in partenza.

Mi fermo a parlare con lui e gli chiedo delle manifestazioni che ci sono state, per sapere se era presente e se ci sarà sabato. Risponde di sì, come se fosse una cosa naturale, perché non è giusto che arrivi uno che così, senza motivo, spara ad un suo connazionale scegliendo a caso. E lo uccide.
Poi mi conferma che sabato sarà più tesa, che sarà un evento nazionale.

Gli rispondo che forse questa volta è stato un pazzo, in fondo nemmeno così convinto di quello che stavo dicendo. Gli rispondo che comunque c’è un problema serio in questa nazione. Perché secondo me c’è davvero un problema serio.
Gli chiedo scusa, perché mi sembrava giusto, e tengo a precisare che io la penso in maniera diametralmente opposta a chi fa del razzismo una propria ragione di vita. O anche solamente di chi sottovaluta o non cerca di capire come mai, fra tanti, si spara sempre sul diverso, mediaticamente o, purtroppo, anche fisicamente.

Alla fine finisce tutto in un sorriso e un abbraccio. E in un “in bocca al lupo” reciproco.

Basta solo parlare!”

Paolo Tani – giornalista freelance

(Illustrazione di #carlabru)

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Idy Diene, questo è il nome dell’uomo che stamani ha perso la vita sotto gli spari ripetuti di una pistola, per strada, senza un perché. O forse no, forse un perché c’è.

Chi va sul profilo facebook dell’uomo che stamani ha assassinato un senegalese nel pieno centro di Firenze vedrà immagini di fucili, gattini, pistole. Oltre a qualche battuta sull’Isis e alla rivendicazione del così detto “diritto alla legittima difesa”.

Ecco cosa significa permettere alle persone di armarsi. Anche in questo caso si tratta probabilmente di un omicidio che ha a che fare con il razzismo. Se anche l’omicida fosse uscito di casa con l’intenzione di suicidarsi – come ha dichiarato – cambiando poi proposito e cercando una vittima da colpire, non è strano che il mal capitato fosse per l’appunto un africano? Presumibilmente, nella testa dell’assassino, la vita di un africano ‘valeva meno’ della vita di un bianco, quindi era più facile da sacrificare, così deve aver ragionato. (Tommaso Fattori – facebook).

La povertà, la disperazione dell’uomo che ha assassinato Idy l’ha portato ad un gesto estremo verso un altro uomo.

Era scontata, e a mio avviso giusta, la reazione di protesta della comunità senegalese, che vede piangere di nuovo un suo connazionale a Firenze. Per altro Idy risulta legato a Samb Modou, uno dei 2 senegalesi uccisi 7 anni fa (era il dicembre 2011) sempre a Firenze, a Piazza Dalmazia (fonte: Redattore Sociale).

Pape Diaw, per anni referente della comunità del Sengal a Firenze e attivista per i diritti dei migranti, sfoga la sua rabbia davanti ai connazionali e ai giornalisti: “Dicono che non c’è un movente razziale? Ma di tutte le persone, come mai ha beccato un nero? Qui un bianco ha preso la pistola e ha ammazzato un nero e mi dicono che non è razzismo. Ditemi voi cos’è?”. (fonte: Repubblica TV)

Il corteo di trecento senegalesi è partito da Ponte Vespucci (VIDEO) arrivando fino a Piazza Signoria dove  hanno avuto un incontro sotto Palazzo Vecchio con l’assessore al welfare Sara Funaro e l’imam Izzedine Elzir. Poi sono ripartiti, diretti verso la stazione di Santa Maria Novella. Pare che in questo frangente ci siano stati dei danni ad alcuni vasi e motorini. Ovviamente c’è chi non ha perso tempo a sottolineare questo lato della medaglia che ha aizzato una serie di commenti xenofobi della peggior specie. Lungi da me il giustificare i danneggiamenti, che non sono mai giustificabili, vorrei che la gente si fermasse a pensare al sentire dell’altro. Alla rabbia e alla paura che possono aver provato queste persone nel sentirsi di nuovo sotto la mira dell’ennesimo folle. (Se non vi riesce tanto bene, potete guardare questa intervista, magari vi aiuta!) A cosa comportano la rabbia, la divisione, la xenofobia e la paura dell’altro. Vorrei che la gente si fermasse a pensare se è questo il mondo che vogliono lasciare ai loro figli!

Quando l’odio e la frustrazione assalgono una persona sembra, ormai, quasi automatico scagliarsi contro chi è, ogni giorno, indicato come causa di questi mali. Così questo episodio mette in luce le responsabilità politiche di chi in questi anni di crisi, d’impoverimento e di sempre maggiore sfruttamento, ha fatto delle emergenze e della paura le leve con cui rompere legami di solidarietà e permettere, in nome della “sicurezza” e della “lotta al degrado”, di far crescere sentimenti di odio e d’egoismo. Di alimentare, quindi, la guerra tra lavoratori, tra disoccupati, tra quelli che loro amano definire gli “indesiderabili”. Ed è così che stamani è morto un altro dei nostri, un lavoratore. (fonte: CPA Firenze Sud)

Quello che voglio sperare è che questa ennesima morte sia l’ultima e che porti la gente a riflettere su quanto sia necessario ricominciare a stringere rapporti sociali, su quanto la xenofobia e l’egoismo non siano soluzioni adeguate ai problemi che ci troviamo ad affrontare ogni giorno. Su come sia importante creare una rete capace di stare accanto ai più deboli in modo da far sì che non si ripetano gesti folli.

Ciao Idy, che la terra ti sia lieve.

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Firenze è a Sanremo con un giovane Baglioni

Anche se anche voi, come me, non ne potete più del Festival, e magari ieri sera non eravate puntati su quegli schermi, vi sarete persi “il congiuntivo”. La geniale canzone di Lorenzo Baglioni accompagnato dagli studenti per caso.

Ecco, se non volete essere rimandati a settembre da tutti i vostri amici, potete rimediare subito seguendo questo link:

Sanremo2018 – Lorenzo Baglioni – Il congiuntivo

Il Bookclub compie 4 anni

Sabato scorso (3/2) il Bookclub ha compiuto 4 anni. Per l’occasione siamo stati alla Bottega di PasticceriaBottega di Pasticceria per un the e biscotti.

Eravamo tantissimi! Gli storici del Bookclub e tanti nuovi amici che spero torneranno a trovarci ai prossimi eventi.

Per me è stato molto emozionante, perché quando ho cominciato questo percorso, 4 anni fa, ci sono stati momenti di alti (8-10 persone) e bassi (3 persone) e mai avrei pensato di arrivare a 15 come è stato nell’ultimo anno… Figurarsi a 25 come è accaduto sabato!!!

Gli spunti sono stati tanti e il tempo un po’ tiranno (sigh) vi lascio con alcuni commenti degli intervenuti.

Volevo però prima ringraziare Valentina Piccini per la preziosa collaborazione e Simone Bongi per le foto.

“Grazie a Francesca e alla sua inesauribile voglia di raccogliere libri e persone che lo amano. 4 anni di letture suggerite, condivise, consigliate. 4 anni di nuove e belle amicizie” (Valeria)

“Un segnale luminoso della mia vita Fiorentina degli ultimi anni è stato il Bookclub: una comunità reale nell’epoca delle community virtuali, basata sullo scambio di libri: scambio fisico di libri in carta pagine e scambio di informazioni e di pareri sull’ultimo volume letto. Negli anni questa comunità è cresciuta, oggi ha compiuto 4 anni, ed è bello poter dire che non si è trattato solo di libri ma di persone. Belle persone con le quali sono nate amicizie, belle persone con cui è ancora più bello trovarsi, ora che non vivo più qui.” (Marina)

“Questo gruppo regala grandi gioie… grazie capa fra per averlo creato” (Samantha)

“Un pomeriggio diverso, estremamente gradevole ed interessante, in compagnia di ragazze e ragazzi straordinariamente cordiali, condividendo l’interesse – diciamo pure la passione (talora smodata) – per la lettura.
Un’occasione unica di condivisione e di arricchimento culturale e, soprattutto, umano.” (Simone)

“Grazie per l’organizzazione e l’ospitalità.” (Nicolò)

“Bravi e super lanciati i nostri novizi!!!” (Valentina)

Risorgimentemente pesce

Oggi sono stata ad un pranzo di compleanno a base di pesce. Un’ottima idea che devo dire la verità non è risultata nemmeno troppo dispendiosa. Difatti invece dei soliti ristoranti blasonati, la scelta è andata verso un circolo Arci nei pressi di Ponte alla Badia. Il circolo Il Risorgimento.

Attenzione! Trovarlo non è del tutto facile, quindi tenterò di darvi qualche indicazione: si trova in Via Faentina vecchia (che si prende dalle Cure o dalla Bolognese). Va preso lo svincolo per Fiesole e dopo il semaforo si deve girare a sinistra ma subito dopo aver passato il ponte.

Bene, se non vi sarete persi, vi troverete in questo posto luculliano in cui i piatti di pesce abbondano.

Noi essendo molti abbiamo optato per un bel mix di antipasti che includeva impepata di cozze, cozze ripiene, carpacci vari, polentine con vari accompagnamenti di pesce, acciughe fritte. Tutto ottimo! Tant’è che nonostante fossero in abbondanza non ce la siamo sentita di fare avanzare niente.

Per i secondi abbiamo preso un tris: spaghetti allo scoglio, gnocchetti al granchio, pappardelle zucca gialla e baccalà. Si questi li scoglio è quello che ha riscosso maggior successo.

Pochi coraggiosi non sono riusciti a dire di no ad un fritto di pesce, di cui io ho assaggiato solo un pezzo per gola.

Infine i dolci: panna cotta, cheesecake, tiramisù, zuppa inglese.

Il conto finale è stato una bella sorpresa: 28€ a testa comprensivo di vino in abbondanza, caffè ed ammazza caffè.

Stra consigliato!

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Circolo Arci Il Risorgimento – Ponte alla Badia

Via Faentina, 6, 50133 Firenze FI
055 599568